Milano 1 marzo: la sede è quella disegnata da un’archistar per il più importante quotidiano economico del Paese. Il meeting è dedicato, come ogni anno, ad un focus sul settore dell’arredo cucina: la scusa di celebrare il numero 200 della rivista “bibbia” per chi produce, progetta e vende cucine in Italia, propone una riflessione sul “come progettare il futuro della cucina”. Ma economisti, sociologi, web strategy, produttori e commercianti di arredo cucina, spostano in avanti la linea dell’orizzonte rappresentato dal “compito” per permettere una autoriflessione sul come reagire in questo contesto di crisi di mercato. Le recenti, allarmanti, notizie che provengono dal nord Africa non risultano fuori tema per una riflessione che ripropone lo strabismo come metodo abituale di operatività politica ed economica: da un lato, guardare con un occhio ad una propria finalità ed interesse di Stato e spostare l’altro occhio per non soffermarsi su quello che sta avvenendo;  dall’altro, guardare al mercato, a quello che avviene, a quello che vuole la gente, ma spostare l’altro occhio per limitarsi a congetturare soluzioni che prima di tutto soddisfano i nostri convincimenti, estetici o di abitudine. In pratica, cosa è avvenuto e cosa potrà avvenire? In passato, molte strategie di marketing aziendale sono state adottate trascurando le indicazioni che venivano dal mercato e le previsioni che potevano essere fatte sulla base degli scenari futuribili, per limitarsi e autocelebrarsi nel fare strategie che rispondevano a logiche autoreferenziali e comunque basate sul semplice e autarchico convincimento che ciò che piaceva era anche la cosa giusta da fare. Il futuro ci da indicazioni totalmente diverse e anticipa giudizi taglienti su queste ultime strategie. Il vento che proviene dal Nord Africa ci parla il linguaggio di una popolazione giovanile ma non giovanilistica: che sa affrontare, a rischio della propria pelle, una sfida vitale per ridisegnare il proprio futuro. Reclamerà anche prodotti in grado di soddisfare sul piano della fruibilità e dei costi questa voglia di libertà, ma soprattutto di autodeterminazione della propria esistenza. E’ un vento destinato a spazzare via vecchi rituali e convinzioni che sembravano immodificabili: ma questo vento è soltanto una metafora per evidenziare come “il progettare il futuro della cucina” apparterrà sul piano dei risultati di vendita a coloro che sapranno cogliere ed interpretare le esigenze dei consumatori di oggi e di domani e non autoconvincersi che la valenza estetica da sola si sostituisca ad una reputazione di marchio che invece si basa su un reale lavoro di ricerca, di personalità, di saper fare, saper comunicare e motivare.